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Bedtime stories

 

 

 

Questa immagine è pervasa di una tenerezza in cui mi riconoscevo. Usavo raccontare storie a mio fratello e a mia sorella quando erano più piccoli, e in un certo senso ho iniziato anche a scrivere qualcosa per loro. Solo per loro. Poi sono cresciuti, catturati dalla televisione, allontanati dalla mia stanchezza, e da mille altri impegni. Sembrava tutto più importante, rispetto a questo. Ma la necessità del raccontare storie, e del sentirsele raccontare, è enorme, risale alla notte dei tempi … Questa immagine mi ha colpito dritto al cuore, perciò ho sentito il bisogno di condividerla. Siamo abituati a leggere a mente, per conto nostro, ma quanta magia c’è nel condividere una storia, sussurrando a tarda sera, alla luce di una lampada ?  Quanta magia nel vedere gli occhi di un bambino riempirsi di meraviglia, grazie alle parole che ti escono di bocca ?

11 pensieri riguardo “Bedtime stories Lascia un commento

    • Io sono a meno di un’ora di auto da Torino, ma non riesco mai far combaciare i miei orari con quelli del Circolo dei Lettori e delle due iniziative… Sembra incredibile, ma quando vivi e lavori in provincia, la grande città ti sembra lontanissima! 🙂 Secondo me sono bellissime le iniziative legate ai Volontari per la lettura! Peccato che la “rete” non si allarghi molto anche in provincia… ad esempio per quanto riguarda gli ospedali, le case o riposo e le scuole!

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      • Sarebbe bello fare un’indagine sulle varie iniziative , in effetti, e vedere quante ce ne sono in Italia, e come sono organizzate … L’attività dei volontari in generale dovrebbe essere apprezzata e sostenuta, ma purtroppo non si fa altro che tagliare fondi :/

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  1. E’ così raro nella vita quotidiana trovare delle persone appassionate di lettura, che fare un lavoro direttamente a contatto con loro e con i libri diventa veramente un sogno! Io, finite le superiori, ho cominciato a lavorare e ora ho un contratto a tempo indeterminato, che, di questi tempi, è oro colato… Avrei desiderato iscrivermi alla facoltà di lettere, ma un’opportunità di lavoro arrivata prestissimo e l’incoraggiamento delle mia famiglia in questa direzione, mi hanno fatto fare la scelta sbagliata. Nonostante questo, però, ora sto facendo un po’ di “ordine” e, se tutto va bene, forse il prossimo anno potrò iscrivemi all’università, probabilmente part-time, perchè dovrò continuare a lavorare… Incrociamo le dita! 🙂
    Da un po’ di tempo, poi, faccio parte di un’associazione di promozione sociale che organizza sovente delle presentazioni di libri, con scrittori emergenti o pubblicati da editori del territorio: sono sempre dei momenti molto interessanti, perchè l’atmosfera è più familiare e si crea una specie di complicità che mette in sintonia lo scrittore con il lettore! Poco alla volta riesco anche a vincere la timidezza, pensa! 🙂

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    • Eh sì, difficile rifiutare un lavoro quando arriva. L’università del resto non scappa, siamo noi giovani che vorremmo fare tutto e subito XD Invece magari prendendosi il proprio tempo, nella giusta prospettiva, senza abbandonare per forza i propri sogni, si riesce anche a pensare di realizzarli in un prossimo futuro. Anche io studio e lavoro insieme, non è facile lo so, ma nemmeno impossibile, sono certa che ne varrà la pena alla fine 🙂 Lavorare nel circuito dei libri è meraviglioso e stimolante, a qualsiasi livello, che sia editoriale o bibliotecario !! Piacerebbe anche a me fare un’esperienza simile alla tua, dev’essere bello assistere a questi incontri *-*
      In bocca al lupo per tutto ! 🙂

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  2. Credo sia bellissimo poter leggere a voce alta per qualcun’altro, e la cosa è ancora più bella se ad ascoltare ci sono dei bambini! Molte biblioteche organizzano degli incontri durante i quali i bibliotecari o degli educatori leggono delle favole per i bimbi delle scuole elementari e, dai racconti di alcune mamme che conosco, i figli ne rimangono sempre piacevolmente meravigliati!
    Poter leggere a voce alta per le persone è un piccolo sogno che accarezzo da tempo: nessuno l’ha mai fatto per me, ma io vorrei poterlo fare per gli altri. Ho letto di iniziative che si tengono negli ospedali, ad esempio, per i pazienti che devono rimanere ricoverati a lungo, ma in provincia è difficile organizzarsi… Chissà che prima o poi io non riesca a organizzare un gruppo di lettura… ad alta voce, però! 🙂

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    • Io ti auguro di riuscirci, di fare questa esperienza !:) Lavoro nella biblioteca della mia città, saltuariamente, e ho avuto occasione di sentire qualche lettura animata fatta a classi delle elementari. I bambini guardavano la mia collega completamente rapiti, pendevano dalle sue labbra, talvolta reagivano e facevano domande, coinvolti dall’insegnante. Credo sia una cosa stupenda … io purtroppo non leggo spesso ad alta voce, perché essendo asmatica e il più delle volte col naso chiuso mi ritrovo già stanca dopo una decina di pagine, con la gola che raschia in cerca di fiato. Però ammiro davvero tanto chi lo fa per mestiere o per passione, con un po’ di sana invidia ! 🙂 Ora mi chiedo come sia leggere a dei pazienti più anziani … Suppongo che in ogni caso condividere un momento di lettura si riveli un’esperienza unica e molto interessante, al di là di chi ti ascolta e legge con te.

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      • Sei fortunata a poter lavorare in biblioteca! Diventare bibliotecaria è il sogno della mia vita… prima, però, mi devo iscrivere all’università e laurearmi… Io non ho praticamente occasione di leggere ad alta voce, ma, come ti detto, vorrei tanto poterlo fare, sia per gli altri che per me stessa, perchè sono convinta che fare questa cosa mi aiuterebbe un po’ con le mie timidezza e riservatezza croniche! Chissà!! 🙂

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      • Guarda, io non sono ancora laureata, sono al terzo anno di studi, però l’anno scorso ho avuto la fortuna di fare il colloquio per il Servizio Civile Nazionale, e attraverso quello ho potuto lavorare a tempo pieno come catalogatrice del fondo fotografico nella biblioteca. Ad aprile di quest’anno, dopo quattro mesi dalla scadenza dell’anno di volontariato, mi hanno richiamato e assunto con contratto a chiamata. Ho imparato moltissime cose nuove, e l’esperienza mi ha senz’altro aiutato a sbloccarmi, perché anche io avevo problemi nel relazionarmi a causa della timidezza, mentre adesso tratto con l’utenza più varia che ci sia. Più si va avanti, più la vita ti chiama ad affrontare cose che ti obbligano ad aprirti e trovare dentro di te nuove risorse ed energie, l’ho capito solo recentemente 🙂 So di essere molto fortunata, e so anche che so essere molto testarda quando desidero qualcosa : avevo il tuo stesso sogno, e adesso è una meravigliosa ”quasi-realtà”. Spero che a te capiti la stessa fortuna, se non di più. Lavorare con i libri e le persone che li amano è sempre una gioia 🙂

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