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Giugno 2019 – L’educazione

Fino all’età di 9 anni Tara non ha mai avuto un certificato di nascita, né è mai stata da un medico. Fino ai 16 anni, non è mai andata a scuola. Iscriversi alla Brigham Young University sarà una scelta che finirà per cambiare la sua vita e per spezzare per sempre i legami con parte della sua famiglia.

L’educazione è l’autobiografia di una ragazza nata nel 1986 e cresciuta in una comunità di mormoni survivalisti tra le montagne dell’Idaho, ultima di sette figli, con un padre che li prepara alla fine del mondo, in continua lotta con le istituzioni e il governo, e una madre amorevole ma sottomessa, che opera da levatrice ed erborista. Tara si scopre donna in un mondo abituato a relegare ogni aspetto femminile al focolare della casa e a considerare l’istruzione valida solo se coniugata attraverso il Sacro Verbo.

Non sono questi capitoli facili da digerire, specie pensando che i fatti narrati sono veri e risalgono non più di trent’anni fa; nel corso della storia si rivelano incidenti estremi e reiterati episodi di violenza che fanno emergere il ritratto di un padre probabilmente bipolare e di un fratello violento e manipolatore. Eppure nelle parole di Tara non si leggono solo rancore o accusa, ma specialmente amore, tristezza e comprensione. L’autrice ha scritto in primis per se stessa, per fare chiarezza sul processo che l’ha portata a perdere metà della sua famiglia, e poi come testimonianza: perché situazioni come quella da lei vissuta non sono un fantasma del passato, ma un’eredità che si ripresenta ancora oggi, lì dove estremismo, fanatismo e ignoranza persistono, radici difficili da estirpare e certo non delimitate a una sola epoca o a un solo luogo. L’educazione per Tara sarà una scoperta continua e meravigliosa, che le permetterà di aprire la mente e allargare i suoi orizzonti, finalmente svincolata dalle catene del pensiero unico paterno. Non si tratta solo di frequentare i corsi universitari e di fare i conti con una Storia che le era ancora ignota, dando senso a parole prima sconosciute come “olocausto”, ma anche di aprirsi ad altre persone, esterne al circolo chiuso della famiglia e della sua comunità, e di conquistare il proprio corpo, liberandolo dai veli della vergogna con cui il padre e suo fratello Shawn lo avevano rivestito, imparando a prendersi cura di se stessa e andando contro, quando necessario, ai precetti imposti.

Vincere la borsa di studio a Cambridge sarà il tassello che determinerà il suo futuro: a quel punto Tara è così diversa dalla ragazzina che era, così cambiata, che non può più permettersi di tornare a casa e di mettersi a tacere, accettando le imposizioni della sua famiglia. Sostenuta da Tyler, il fratello che prima di lei aveva rotto i ponti e si era liberato di dogmi tanto stretti quanto ridicoli, l’autrice perseguirà i suoi obbiettivi fino a conseguire un dottorato di ricerca in Storia e raggiungerà, non senza tentennamenti, dubbi e afflizioni morali, l’indipendenza e così la libertà di essere se stessa. La corda tesa tra la radicalizzazione dei suoi genitori e il perseguimento di quella libertà si tenderà fino alla sua naturale conseguenza. La testimonianza di Tara quindi è quella di una giovane donna che trova la forza e il coraggio di credere in se stessa a dispetto di tutto e di tutti, e di perseguire la sua strada comprendendo infine che l’amore che prova per i suoi genitori non potrà mai anteporsi alla necessità di allontanarsi da relazioni abusive e di vivere a pieno in una società che accoglie, nutre e valorizza la sua indipendenza e la sua intelligenza. “L’educazione” di Tara Westover, edito da Feltrinelli nel 2018, èun’opera d’esordio che in 378 pagine sconvolge, fa riflettere su diritti che spesso diamo per scontati, e tocca nel profondo. Interessanti anche lo stile e la struttura stessa del memoir, che districa gli eventi con un’ottica da storico: svariate note approfondiscono gli episodi salienti, analizzando e confrontando i differenti punti di vista e rivelando così lo strano modo in cui la memoria e l’emotività operano a dispetto della realtà nella decifrazione di fatti e situazioni. Una lettura assolutamente consigliata a studenti e insegnanti, che potrebbe suggerire importanti riflessioni tra i banchi di scuola.

Questa recensione è stata pubblicata nel numero n.74 de “La Salamandra” rivista interscolastica ed universitaria di Treviso
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